La possibile riutilizzazione dei residui derivanti dalle attività di cava e dalla lavorazione della pietra sono state al centro della riunione che si è tenuta la scorsa settimana presso la Sala Congressi della Provincia e alla quale sono state invitate tutte le associazioni di categoria (ASSOGRANITI VCO, ASSOCAVE, Unione Industriale VCO, Confartigianato Novara e VCO, A.P.I., Centro Servizi Lapideo del VCO) e gli uffici regionali della Direzione Ambiente, Attività Legislativa e Amministrativa, e della Direzione Attività Produttive, Settore Pianificazione e Verifica Attività Estrattive.
Un incontro promosso per dare risposta alle istanze contenute nel documento presentato lo scorso novembre da ASSOGRANITI VCO a Provincia e Regione, la quale a Torino a dicembre aveva affrontato l’argomento, con particolare riferimento al riutilizzo dei residui delle lavorazioni lapidee nelle operazioni di recupero ambientale delle cave. In quel contesto la Provincia si era riservata di valutare alcuni aspetti che sono stati approfonditi con la riunione della scorsa settimana.
“L’intento è stato quello di fornire indicazioni circostanziate affinché cavatori e aziende lapidee possano lavorare al meglio e nel pieno rispetto delle leggi. Informazioni di carattere giuridico ma anche tecnico-operative – spiega l’Assessore Provinciale all’Ambiente Luigi Airoldi – che riteniamo abbiano chiarito quale siano le caratteristiche a cui devono rispondere, per esempio, i fanghi da segagione della pietra per poter essere assimilati a terra e rocce da scavo ed essere quindi impiegati come tali nei recuperi ambientali delle cave ”.
Un tema di rilievo per gli operatori del settore che devono far fronte alla gestione dello smaltimento degli scarti delle loro lavorazioni, parte dei quali – sottostando a quanto disposto dalla normativa vigente – possono diventare materiale per interventi in molteplici campi.













Residui lapidei: più chiarezza nel loro utilizzo 
