Prosegue l’impegno dell’Assessorato provinciale all’Agricoltura nel sostenere le attività delle FATTORIE DIDATTICHE del Verbano Cusio Ossola. Da aprile a maggio, tanti i bambini delle scuole primarie del VCO che andranno a lezione di ‘natura’ a Bracchio, Agrano, Viganella e Fondotoce.
‘Uscite educative’ che rientrano nel progetto dal titolo ‘Scoprire l’agricoltura e il suo ruolo: paesaggio, biodiversità ed educazione alimentare’ elaborato dall’Assessorato Provinciale all’Agricoltura con gli insegnanti delle scuole coinvolte in questa prima ‘edizione sperimentale’ e i titolari delle quattro fattorie didattiche del VCO. “Luoghi di produzione agricola dove i bambini imparano in ‘presa diretta’ comportamenti virtuosi a favore dell’ambiente, del benessere animale e della propria salute. Obiettivo: riproporre la connessione tra produzione e consumo di tanti processi che i ragazzi di oggi danno per scontati, entrando in contatto con la terra e i cicli naturali, e favorendo un ripensamento di stili di vita e abitudini alimentari, consapevoli di come i più piccoli possano incidere su comportamenti e preferenze dell’intera famiglia” evidenzia la professoressa Daniela Cottini, referente per l’educazione ambientale e alla salute delle Scuole Beltrami di Omegna presente alla conferenza stampa di presentazione del progetto con la professoressa Marica Dattrino, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo F.lli Casetti di Crevoladossola.
Finanziato dalla Regione Piemonte e coordinato dalla Provincia del Verbano Cusio Ossola, in collaborazione con il GAL Laghi e Monti, il progetto si avvale delle competenze e disponibilità dei titolari dell’ Azienda Agricola Fiorlago a Bracchio di Mergozzo, Cooperativa Agricola il Glicine Alpe Selviana ad Agrano di Omegna, Azienda Agrituristica Agri-ZooGarden Verbanese con la sua ‘Fattoria del Toce’ a Fondotoce-Verbania e dell’Agriturismo Alberobello all’Alpe Lavarotto di Viganella in Valle Antrona.
“Sono loro i nostri ‘testimonial’ dei valori su cui si regge la professione agricola. Hanno seguito appositi corsi di formazione per ottenere il riconoscimento regionale di ‘fattoria didattica’ per la loro attività. Sono disponibili a trasmettere saperi e conoscenze e ad affiancare gli insegnanti nel rispondere a domande semplici ma importanti sulla qualità e provenienza del cibo, sul significato di biodiversità in un panorama alimentare che tende all’appiattimento e all’omologazione dei gusti e dei sapori, sul contributo dell’agricoltura a un’economia sostenibile e – perché no – sulla validità, oggi, di un mestiere come quello dell’agricoltore” spiega l’Assessore provinciale all’Agricoltura Germano Bendotti.
“Se alla domanda dovessi rispondere io – continua Bendotti – la risposta sarebbe senz’altro positiva. Il lavoro che stiamo svolgendo con questo progetto e anche questo: ridare dignità e merito a professioni in anni recenti trascurate in favore di mansioni ‘operaie o impiegatizie’, ma che attualmente – in una società post-industriale – tornano ad essere interessanti, soprattutto quando si legano ad aspetti turistici e di promozione territoriale, come nel settore dei ‘prodotti tipici’. C’è chi crede in questa attività, anche se di nicchia, e vi lavora con dedizione e serietà. Sono la maggior parte: qualche isolato caso di operatore che - anche in buona fede a fronte di normative non sempre facili da seguire alla lettera - mette sul mercato prodotti che non possono essere definiti territoriali, non deve rovinare lo sforzo e l’impegno di tutti gli altri, a partire da quello della Provincia che vuole incentivare produzioni che possano rientrare in un paniere locale di ‘cose buone’”.












